Il Consiglio di amministrazione ha approvato l'esternalizzazione dell'Orchestra e del Coro. Marino: "Percorso mai seguito prima, l'unico per la rinascita del Costanzi". Fuortes: "Scelta molto dura per scongiurare la chiusura"
"Il cda oggi ha approvato l'esternalizzazione dell'orchestra e del coro votando una procedura di licenziamento collettiva". L'annuncio del sindaco di Roma Ignazio Marino è arrivato dopo il cda decisivo per il destino del Teatro dell'Opera dopo l'addio del Maestro Riccardo Muti.
"Questo è l'unico percorso che può portare a una vera rinascita dell'Opera" ha aggiunto il sindaco. "Si tratta di un percorso mai seguito prima nel nostro Paese. Ma dopo un accurata riflessione abbiamo pensato che è l'unico, in un momento drammatico della vita del teatro, che può portare ad una vera ed asupicata rinascita del Costanzi".
Un modello già sperimentato in Europa - ha spiegato il sovrintendente del Teatro dell'Opera Carlo Fuortes - in Spagna, ad esempio, da Madrid a Valencia, a Vienna, ad Amsterdam o in tre teatri di Parigi "ci sono cori e orchestra esterni".
"E' una scelta molto dura e sofferta", ha aggiunto Fuortes. "La chiusura della fase di licenziamento collettivo prevede di individuare un soggetto col quale svolgere un servizio di orchestra e di coro. Non vogliamo chiudere i rapporti con gli artisti e i musicisti che ne fanno attualmente parte quindi auspichiamo che si riuniscano e fondino un soggetto sulla base della qualità artistica".
E sui tempi, ha poi spiegato il sovrintendente, "se si organizza tutto nel migliore dei modi dal primo gennaio il teatro potrebbe avere una nuova orchestra e un nuovo coro".
http://roma.repubblica.it/cronaca/2014/10/02/news/opera_di_roma_annuncio_shock_decisi_licenziamenti_collettivi-97169474/
Un gruppo su facebook, una petizione che sta avendo parecchio consenso non solo da parte degli “addetti ai lavori”, ma che deve raggiungere le 5.000 firme; il tutto a causa del comma 107 del nuovo Decreto di Stabilità approvato alla camera prima delle festività natalizie che ha penalizzato in maniera irreversibile gli studenti di Conservatorio del Vecchio Ordinamento, ossia l’ordinamento previgente al 1999.
Con il comma 107 si prevede l'equiparazione dei titoli di studio del "vecchio ordinamento" ad una laurea biennale specialistica; sono tanti gli studenti che, a seguito dell’introduzione del nuovo ordinamento, hanno deciso di proseguire gli studi col metodo tradizionale, non intraprendendo dunque la via del triennio (previsto dal 2001).
Arriva dunque dopo quasi un decennio, la legge che in tanti aspettavano: il titolo di studio, il vecchio buon “diploma” che i Conservatori rilasciano dal periodo pre fascista, viene legalmente equiparato ad una laurea biennale specialistica, premiando anni di studi e sacrifici.
Ma non per tutti. È a questo punto che Sonny Foschino, studente del conservatorio “A. Corelli” di Messina, già noto per il suo attivismo nell’antimafia, nel giornalismo e nell’associazionismo, ha letto oltre le righe: "Gli studenti, ad oggi diplomandi e frequentanti il conservatorio col Vecchio Ordinamento, saranno trattati in maniera diversa. È proprio il comma 107 del Decreto di Stabilità che prevede l’equiparazione solo ed esclusivamente per i diplomi conseguiti prima dell’entrata in vigore della legge stessa (dicembre 2012). Significa che i diplomi di vecchio ordinamento conseguiti già nell’imminente sessione di febbraio saranno considerati “in sospeso” e per tale motivo da completare obbligatoriamente con altri due anni di studi, tasse e sacrifici.
È necessario considerare che molti tra gli studenti del Vecchio Ordinamento dei corsi decennali, completeranno i loro studi nel 2012/2015.
Creata la “notizia”, assieme ad un gruppo di studenti e attivisti del Messinese e non solo, si è deciso di protestare con la creazione di un gruppo su fb dove i giovani stanno ottenendo solidarietà e sostegno da parte di molti. Foschino ha, perciò, redatto una petizione popolare, già in rete, che sta raccogliendo le firme di tanti che ritengono questo comma antidemocratico e, perché no, anticostituzionale.
“Non è una cosa su cui scherzare – afferma Foschino – e chiunque pensa lontanamente di metterci a tacere si sbaglia di grosso. Stiamo facendo rete con gli altri conservatori. Vogliamo e pretendiamo chiarezza. Nessuno, e dico, nessuno di noi può essere penalizzato o trattato diversamente dagli altri per degli sghiribizzi di legislatori che, probabilmente, non hanno mai messo piede in un Conservatorio.”
Ha poi continuato: “La petizione in rete, che invito a firmare, è indirizzata alle più alte cariche dello stato. Alcuni politici nazionali intendono già prendere a cuore la questione affinché si possa affrontare in maniera dignitosa e concreta. Noi non abbiamo intenzione di demordere: faremo valere i nostri diritti al Tar se necessario. Qualcuno deve darci delle risposte.”
Ha poi lanciato l’ultima frecciata al governo Monti: “L’ultima porcata di un Governo che non ci ha rappresentato. Il nostro diploma è frutto di anni di sacrifici, di studio, di voglia di fare e di amore per la musica; tutte cose che la maggior parte di questi signori sconoscono. Il nostrodiploma non è secondo a nessun diploma antecedente. Morirei per difendere questa idea.”



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